Spesa anti afa in dieci punti

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Dopo il decalogo per conservare bene i cibi nel frigorifero ecco il decalogo per scegliere cosa metterci dentro combattendo l’afa e risparmiando

 

Molto caldo e pochi soldi, quanto basta per richiedere uno sforzo di intelligenza creativa per fare bene la spesa e combattere l’afa. Gli esperti dell’Andid– Associazione Nazionale Dietisti hanno compilato un decalogo per la spesa di luglio e agosto.

1 – Fare almeno tre pasti regolari al giorno, a partire dalla prima colazione.

2 – Con il caldo, dare la preferenza ai prodotti di origine vegetale più ricchi di acqua e di sali minerali e possibilmente prodotti a filiera corta come albicocche, anguria, melone, mango, melanzane, zucchine, cetrioli, sedano, pomodori, meglio se crudi e ben lavati (la cottura fa disperdere parte dell’acqua e dei nutrienti).

3 – Inserire almeno una porzione a pranzo o a cena di cereali e derivati (pane, pasta, riso,mais, patate) , privilegiando prodotti integrali e a ridotto contenuto in grassi. Di rigore un contorno abbondante di verdura cotta o cruda.

4 – Limitare i prodotti di origine animale come carne, salumi e insaccati, latticini e formaggi: durante la settimana, a pranzo e a cena, alternare la varietà privilegiando la carne bianca, inserendo il pesce, meglio se azzurro, una o due volte a settimana; lo stesso vale per le uova, mentre è meglio limitare i formaggi a due o tre volte a settimana.

– I legumi secchi o freschi come ceci, fagioli, lenticchie, fave, piselli, possono costituire combinati con i saporiti ed invitanti piatti unici, specie se combinati con i cereali: vanno mangiati almeno due volte a settimana.

 6 – Preferire l’olio extravergine d’oliva sia per la cottura che come condimento a crudo. I fritti con l’afa sono sempre poco consigliati e comunque usare strumenti di cottura che permettono di limitare il condimento come le padelle antiaderenti.

 7Pianificare, per quanto possibile, il menù settimanale e fare la spesa seguendo una lista degli acquisti preparata a casa. Così sarà più facile non lasciarsi suggestionare dalle campagne di marketing acquistando prodotti alimentari non realmente necessari.

8Riutilizzare e riciclare gli avanzi è spesso solo questione di fantasia: così non si spreca, si risparmia e si guadagna salute (ovviamente il cibo avanzato deve rispettare le scadenze).

9 – Tutti sanno che con la sudorazione si deve bere spesso: l’acqua di rubinetto va benissimo, ma anche infusi o tisane non zuccherate con l’aggiunta magari di un piccolo pizzico di sale reintegrano i sali minerali persi e alleviano l’afa. Servono almeno due litri d’acqua al giorno, distribuiti lungo tutto l’arco della giornata.

10 – Utilizzare ogni occasione della giornata per muoversi di più, ma scegliendo solo le ore della giornata più fresche. Questo è imperativo per gli anziani e i bambini piccoli.

Come vedete, spesso la spesa risparmiosa e salutare è solo questione di piccole regole dettate dal buon senso. Se rispettiamo il decalogo della spesa anti afa, secondo i principi dell’alimentazione sostenibile, il periodo del gran caldo sembrerà anche più breve.

 

 

Sicuri sul ghiaccio

Conf Cubetto RID2 JPEGPresentato il primo ‘Manuale di corretta prassi operativa per la produzione di ghiaccio alimentare’, a cura di Ice Cube, produttore di ghiaccio puro per uso alimentare

Ice Cube, primo produttore in Italia di ghiaccio puro per uso alimentare, ha presentato in collaborazione con Nfi, Nutrition Foundation of Italy e Ministero della salute, il primo ‘Manuale di corretta prassi operativa per la produzione di ghiaccio alimentare’, un vademecum unico nel suo genere in Italia e in Europa, dedicato all’approfondimento degli aspetti igienici e di sicurezza alimentare. A questo proposito, proprio l’Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato come nel mondo muoiano circa due milioni di persone all’anno in seguito al consumo di alimenti contaminati e come il ghiaccio, molto diffuso, non sia esente da responsabilità.

Approvato dal Ministero della salute, il manuale in pdf sarà scaricabile a breve sul portale del Ministero della Salute www.salute.gov.it e sul sito www.ghiaccioalimentare.it dell’Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare INGA.

Il solo canale bar ha un consumo circa 78 milioni di kg di ghiaccio, non sempre prodotto correttamente, mentre invece l’attenzione alla sicurezza deve essere sempre alta. Ogni informazione in merito non può che essere apprezzata da chi utilizza quotidianamente il ghiaccio che spesso è un ingrediente base dei cocktail. Il modo in cui lo si maneggia può pregiudicare infatti la riuscita finale dei prodotti: chi lavora dietro un bancone, per esempio, sa che nei drink shakerati i cubetti non devono sciogliersi troppo perché altrimenti il risultato sarà una bevanda alcolica annacquata, dal gusto insapore, se non addirittura sgradevole.

Allo stesso modo, deve essere sempre alta l’attenzione al trattamento del prodotto in sicurezza. E dunque, mai toccare il ghiaccio con le mani o con il bicchiere, la professionalità vuole che lo si prelevi sempre con le pinze o con l’apposito cucchiaio forato. Altrettanto fondamentale è conoscerne le diverse tipologie: a cubetti, crushed, in cristalli e sapere quando utilizzare l’una o l’altra.

A livello mondiale il mercato del ghiaccio vale quasi 4 miliardi di euro. In Europa supera i 280 milioni di euro mentre l’Italia, in cui le stime al momento parlano di un giro d’affari per 3 milioni di euro, è indicata come il Paese europeo con il potenziale di crescita più alto.

Se però la richiesta di ghiaccio per uso alimentare è in aumento, con essa crescono inevitabilmente i rischi. Il manuale appena approvato si propone come base di partenza per lo sviluppo di una legislazione condivisa volta a favorire anche la nascita di un’area industriale innovativa per il settore.

Il ghiaccio Ice Cube è prodotto con acqua oligominerale pura, cristallina, inodore e insapore, ottenuta dalle sorgenti di Scillato, nel gruppo montuoso delle Madonie, in Sicilia. La qualità è assicurata dalla conformità del processo produttivo e del prodotto finale alle normative vigenti CE sulla produzione di alimenti. L’azienda produce 3 mila tonnellate di ghiaccio l’anno che distribuisce in tutta Italia attraverso il canale Ho.Re.Ca, Gdo e Cash & Carry, con un incremento di vendite medio del 40% solo nell’ultimo anno. INoltre, la produzione di ghiaccio Ice Cube richiede fino al 90% in meno di risorse energetiche e idriche, dimostrando un’attenzione speciale per l’ambiente.
http://www.ice-cube.it/

Il Parco della Biodiversità

parco bioIl Parco della Biodiversità è un progetto della Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari di Milano sviluppato sotto il coordinamento di Emilio Genovesi

In vista di Expo 2015 l’agrobiodiversità sarà rappresentata utilizzando serre disposte in isolati con spazi aperti e coltivati per dare evidenza al contenuto più che alla struttura. Piante, colture, orti, giardini, installazioni, interazioni digitali, applicazioni, giochi, performance: una molteplicità di esperienze che stimolano e coinvolgono il visitatore utilizzando i linguaggi e i codici di comunicazione più diversificati.

Nella piazza della Biodiversità Mediterranea, in posizione adiacente alla Collina, sarà allestito uno spazio sviluppato da Slow Food, associazione internazionale no-profit che promuove una produzione agroalimentare su piccola scala, sostenibile, di qualità e che conta oltre 100.000 soci, volontari e sostenitori in 150 Paesi e una rete di 2000 comunità del cibo.

In questa piazza il visitatore affronterà un percorso a tappe per scoprire il valore della biodiversità alimentare, conoscere alcune filiere produttive simboliche, degustare prodotti di tutto il mondo e acquisire consapevolezza circa la necessità di adottare nuove abitudini di consumo.

Tre motivi per visitralo

Un affascinante racconto che si dipana attraverso 8.000 metri quadri di parco, sette grandi serre che ospitano più di duecento diverse specie e varietà agrarie. Una mostra che “vive” nel senso letterale della parola: migliaia di piante da osservare, odorare, toccare, ascoltare (e, in alcuni casi, anche mangiare). Dodici storie per scoprire la storia dell’agricoltura e l’origine di piante coltivate, alimentari e non, provenienti da ogni parte del mondo. In termini di ricchezza di specie vegetali, il Parco della Biodiversità non  avrà rivali. La densità in termini di agrobiodiversità accoppiata a uno storytelling sviluppato con media diversificati, rende la visita un’esperienza unica.

 
 Nutrire un pianeta che al 2050 conterà dieci miliardi di persone è una necessità: la conservazione e l’uso razionale e sostenibile delle risorse agroalimentari sono delle tematiche ineludibili, dal punto di vista sociale, economico e culturale. Rendere disponibile gli alimenti per tutti senza compromettere la salute dell’ecosistema complessivo è un obiettivo realizzabile, sia in termini quantitativi che in termini qualitativi. il Parco sarà fonte di stimoli che susciteranno nuovi interrogativi. Che futuro vogliamo? Che visioni vogliamo? 
Le risposte le daranno i visitatori.

 

 

 

Il computer è un mulo

muloSi dice delle macchine. Orgogliosi smanettatori spesso definiscono così (un mulo) le virtù dei fedeli compagni di web. Ma in questo caso è vero

Per duro lavoro o amore dell’arte, asino e mulo si sono rivelati stazioni tecnologiche degne di Star Trek. Impervi sono i sentieri della Turchia occidentale dove i pastori hanno dotato i loro muli di un carico di pannelli solari per essere sempre collegati con i loro cellulari e portatili. Un modo per migliorare le condizioni quotidiane dei pastori nella campagne. Tecnologie sostenibile che lo Stato finanzierà coprendo la metà dei costi.

Impervi anche i sentieri per cui è andato qualche anno fa Minuto, che ha girato per le stradine delle Asturie portando sul dorso pannelli solari e nelle sacche telefoni satellitari e computer di Cristian Bettini (artista) e Martin Ruano (fotografo). Il progetto non poteva che chiamarsi Donkijote ed è un esempio di arte multimediale che ha integrato Skype con un sito strutturato come un blog in virtù delle tecnologie portate dall’asino, oltre a un modo di vivere diverso, rallentato e reale, fatto di camminate a piedi, per chilometri, parlando con le persone, scattando fotografie e prendendo appunti come nel diario consultabile sul sito.

Scoperte tentacolari: la piovra

piovra 2Non gode di buona stampa. Quando non è sinonimo di organizzazione criminale è una sorta di mostro marino subdolo e tentacolare

Ebbene, proprio i vituperati tentacoli di questo animale intelligente e sensibile hanno condotto a una sorprendente scoperta. A differenza di Fantozzi, cui si attorcigliavano “i diti”, i tentacoli della piovra non si intrecciano mai, né ostacolano in alcun modo l’animale. Perché?

L’octopus o polpo o piovra, come viene comunemente chiamato, è un abitante marino eccezionale: ha tre cuori, cambia colore velocemente per mimetizzarsi e anche comunicare con i suoi simili, può emettere inchiostro nero da un sifone per difendersi in caso di attacco, il cervello non controlla gli otto tentacoli con cui si procura il cibo e lo porta alla bocca: in sostanza ogni braccio è indipendente e può perfino ricrescere, se viene amputato da predatori (un tentacolo amputato può sopravvivere per un’ora e continua addirittura ad afferrare cibo e a portarlo verso il punto in cui dovrebbe esserci la bocca).

C’è materiale abbastanza per osservare attentamente una piovra. Lo ha fatto a fondo uno studente dell’Università Ebraica di Gerusalemme che ha notato come, pur essendo ricoperti di ventose che si attaccano immediatamente a qualsiasi cosa, i tentacoli non si attaccano mai alla pelle della piovra stessa. Qualcosa di sconosciuto fa sì che, pur senza essere controllati dal cervello, i tentacoli non si intreccino mai evitando incidenti che complicherebbero assai la vita dell’octopus.

Dopo una serie di esperimenti gli studiosi, guidati dal professor Binyamin Hochner, hanno ipotizzato che le piovre dispongano di una sostanza chimica contenuta nella pelle che inattiva la capacità adesiva delle ventose. La dinamica di come i tentacoli interagiscono senza mai formare nodi inestricabili è una promettente strada da applicare al campo della robotica.