Soft drink: a ciascuno il suo

Soft-drink-parliamo-di-cucina

Coca-cola, aranciata, chinotto, Pepsi cola, gassosa… Esistono infinite varietà di soft drink per soddisfare ogni gusto e capriccio.

 

Ma non sono le sole preferenze personali a determinare la scelta della bibita prediletta, e i soft drink variano anche secondo il Paese, la regione e la cultura culinaria.

I soft drink – bibite in italiano – sono bevande frizzanti e zuccherine dagli aromi più diversi che possono o meno contenere caffeina e si trovano anche in versione light, in cui dolcificanti chimici sostituiscono lo zucchero.

In Italia la Coca-cola e le sue varianti sono tra le bibite più diffuse assieme a gassosa, acqua tonica e svariate spume agli agrumi come aranciata, limonata e cedrata. Inoltre sono tipicamente italiane il chinotto, la bevanda al bergamotto, la gassosa alla liquirizia e il caffè frizzante, specialità tipiche delle regioni del Sud Italia.

Ma se nel Belpaese ogni regione ha il suo soft drink, il resto del mondo offre una ancor più ampia varietà di sapori tra il curioso e l’incredibile. Tra le molte bevande giapponesi compaiono la Pepsi al gusto di yogurt, chiamata anche la Pepsi d’inverno, e quella al gusto di cetriolo ghiacciato. Grandi amanti del pesce i giapponesi bevono anche la Unagi Nobori, la soda all’anguilla, una bibita gassata di colore giallo contenente estratto di anguilla.

I giapponesi amano anche i sapori che provengono dall’estero e ogni gusto può essere associato a una bibita, ecco così che nasce la limonata al curry. E sempre nel paese del Sol Levante si trova anche la bibita gassata che aumenterebbe la taglia del reggiseno. Però le coppe A d’Italia non si affannino per procurarsela: studi scientifici dimostrano che il seno non aumenta di volume con il consumo di questa particolare bevanda.

L’Asia riserva sempre molte sorprese per via di una cultura gastronomica abituata a sapori più occidentali. Così la Corea va pazza per il Kimchee, verza fermentata e piccante, da cui si ricava anche una bevanda ottenuta dai succhi del processo fermentativo. Nella Corea del Sud invece, commercializzano prodotti anti-vampiro da bere, come il succo d’aglio. Per non rovinarsi l’alito prima di un appuntamento galante si può sempre provare la versione alla cipolla. In Vietnam vanno pazzi per il hot ga o bibita alle uova, i cui ingredienti includono latte condensato, uova crude e soda.

Nella più familiare America, le bibite dai gusti fuori dell’ordinario hanno di solito valenza stagionale e vengono offerte per periodi limitati in concomitanza con le celebrazioni più famose come il Thanksgiving o il Natale. Ecco allora che compare la soda al tacchino al forno, venduta anche nei pacchi famiglia abbinata alla soda ai piselli, quella al purè e salsa ai mirtilli e per dessert la bibita gassata alla crostata di zucca.

Per chi invece preferisce una bibita dal sapore meno estremo ma disponibile tutto l’anno, si sono le moltissime bibite gassate aromatizzate ai frutti tra i quali cocco e lime, mango, papaya, fragola, e tante altre ancora. Famosissima è anche la root beer, birra di radice, una bevanda gassata analcolica aromatizzata con estratto di sassofrasso. E le radici aromatizzano anche molte altre bibite gassate come il ginger ale, la gassosa allo zenzero di cui i canadesi reclamano proprietà intellettuale con la loro Canada dry, che è essenzialmente la stessa cosa.

Insomma, un po’ di sana curiosità e voglia di sperimentare permettono di scoprire tante idee nuove e intriganti: come per esempio le bibite gassate allo sciroppo di sambuco o di rose, che saranno i soft drink del futuro. E per espandere le papille gustative senza ingrandire il girovita, gli esperti consigliano di limitare il consumo di bibite zuccherine e gassate, associate a sovrappeso, diabete e disturbi cardiaci. A rischio sono soprattutto i bambini, i giovani e gli appassionati di televisione che spendono molte ore al giorno di fronte allo schermo.

Soft drink: a ciascuno il suo ultima modidfica: 2014-08-01T09:00:16+00:00 da Valeria Senigaglia