Tronchetto al cioccolato

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Il tronchetto al cioccolato è un dolce natalizio per eccellenza, soprattutto in Francia. dove è chiamato bûche de Noël. E’ anche un dessert particolarmente decorativo, perfetto per strappare l’applauso alla fine del pranzo e per chi vuole cambiare con qualcosa di inedito il solito panettone. La ricetta non è difficile, ci vuole un po’ di attenzione e di abilità manuale, ma il risultato finale è delizioso

Il tronchetto al cioccolato utilizza come base la pasta biscotto o pasta biscuit nel gergo della pasticceria, un impasto che dà un risultato soffice e spugnoso, perfetto per essere farcito, ma anche ideale per creare i rotoli, dal momento che quando è tiepido è molto malleabile. La pasta biscuit richiede una cottura breve, altrimenti potrebbe risultare troppo duro e potrebbe rompersi. Il segreto è lasciarlo intiepidire qualche minuto e, ancora caldo, avvolgerlo in un telo in modo che prenda la forma, per poterlo farcire e riavvolgere senza romperlo. Per variare, potete farcire il tronchetto al cioccolato con uno strato di confettura di castagne oppure di lamponi prima di stendere la farcia di cioccolato. Potete anche preparare la crema ganache con cioccolato bianco.

Per 8 persone

Per la base di biscuit:

40 g di farina 00

40 g di amido di mais

140 g di zucchero a velo

3 uova

1 baccello di vaniglia

succo di limone

sale

Per la crema ganache al cioccolato:

300 g di cioccolato fondente

2,5 dl di panna fresca

50 g di zucchero a velo

Per decorare:

40 g di mandorle a scaglie

zucchero a velo

Per decorare: pupazzetti a forma di Babbo Natale, omino di neve, abete, ecc. oppure marrons glacés e funghetti di meringa al cioccolato

Sgusciate le uova e separate i tuorli dagli albumi; montate questi ultimi a neve con 3 gocce di succo di limone. Incidete il baccello di vaniglia nel senso della lunghezza, prelevate la polpa e mettetela nella ciotola con i tuorli. Aggiungete 2 cucchiai d’acqua fredda, mescolate con la frusta, poi unite lo zucchero a velo e un pizzico di sale e montate i tuorli fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.

Incorporate le farine setacciate insieme, versandole a pioggia, poi aggiungete gli albumi montati a neve, poco per volta, mescolando con un movimento delicato dal basso verso l’alto per non smontarli.

Foderate una teglia rettangolare con il bordo basso di circa 34×24 cm con un foglio di carta da forno bagnato e strizzato e stendete l’impasto con la spatola, livellando la superficie in modo uniforme. Cuocete in forno già caldo a 180°C per circa 10 minuti.

Capovolgete la pasta biscotto su un telo inumidito, arrotolatela dal lato corto, facendo attenzione a non romperla, poi lasciate raffreddare completamente a temperatura ambiente. Intanto, spezzettate il cioccolato in una ciotola, unite la panna e lo zucchero a velo e sciogliete a bagnomaria o al microonde. Mescolate, lasciate raffreddare la crema e trasferitela in frigo a riposare per almeno 2 ore.

Srotolate delicatamente la pasta sul piano di lavoro, spalmatela con 2/3 della crema di cioccolato, lasciando libero tutt’intorno un bordo di circa 1 cm e arrotolate di nuovo la pasta, formando il tronchetto al cioccolato. Avvolgetelo in una pellicola e trasferitelo in frigorifero per almeno un’ora.

Circa 30 minuti prima di servire, eliminate la pellicola e spalmate la crema rimasta sulla superficie del tronchetto al cioccolato. Spolverizzate con le lamelle di mandorle e poco zucchero a velo, decorate con i pupazzetti e servite il tronchetto al cioccolato accompagnandolo con panna montata.

(immagine:lookmag.look-voyages.fr)

Tartufi di castagne al cioccolato

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Golosamente irresistibili, i tartufi di castagne al cioccolato sono antichi dolcetti di tradizione piemontese che si gustano insieme a biscottini e cioccolatini per accompagnare caffè e liquori

Secondo la ricetta originale d’epoca i tartufi di castagne al cioccolato, finita la stagione delle castagne fresche, erano preparati con quelle secche: se volete provarla, mettetene a bagno 150 g per almeno 24 ore, poi sciacquatele, eliminate eventuali pellicine rimaste e  proseguite come indicato nella ricetta, cuocendole eventualmente un po’ più a lungo, finché diventeranno morbide. Oggi però è molto più semplice preparare questi dolcetti, utilizzando le castagne già cotte sottovuoto oppure quelle surgelate, che si trovano entrambe al supermercato. Se amate il gusto del liquore (e non li offrite ai bambini), abbondate pure con il rum; se preferite, potete anche usare brandy o Cognac. I tartufi di castagne riescono ottimi anche con 1 cucchiaio di cacao nell’impasto. Per servire, disponete i tartufi di castagne al cioccolato dentro pirottini di carta. Se avete invitati numerosi preparate una dose doppia: spariscono in un istante…

Per 25-30 pezzi

250 g di castagne già cotte sottovuoto o surgelate

60 g di zucchero

40 g di burro

250 ml di latte

rum scuro

1/2 baccello di vaniglia

cacao amaro

sale

Incidete il baccello di vaniglia nel senso della lunghezza, mettetelo in una casseruola e unite il latte, le castagne, un pizzico di sale e portate a ebollizione; abbassate il fuoco e proseguite la cottura a fiamma bassa per circa 10 minuti, mescolando di tanto in tanto, finché le castagne saranno ben morbide e il fondo si sarà asciugato. Eliminate la vaniglia, unite lo zucchero e il burro a pezzetti, mescolate e lasciate raffreddare.

Trasferite il composto nel recipiente del mixer, aggiungete 3-4 cucchiai di rum e frullate fino a ottenere un composto denso e omogeneo.

Con un cucchiaino, prendete un po’ di composto di castagne, formate una pallina irregolare di 2,5-3 cm di diametro. Passatela nel cacao amaro, poi proseguite allo stesso modo fino a esaurire il composto.

Disponete i tartufi di castagne al cioccolato dentro scatole di latta o contenitori ermetici foderati con fogli di carta da forno e lasciateli riposare in frigorifero per almeno 6 ore prima di servirli.

Conservate i tartufi di castagne al cioccolato in frigorifero, dureranno per una decina di giorni.

(immaginecuisineravecele.blogspot.fr)

La vera torta caprese al cioccolato e mandorle

Torta caprese

Tutto il mondo va pazzo per la torta al cioccolato e mandorle nata a Capri. La torta caprese è un delizioso dessert da servire dopo un pranzo leggero o come intermezzo goloso a metà pomeriggio con tè o caffè. Se vi piace, provatela anche accompagnata con un profumato bicchierino di limoncello, il liquore tipico della costiera amalfitana

Non sono note le origini di questo dolce, ma si racconta che la torta caprese sia stata inventata negli anni ’20 da un pasticciere locale per allietare un pranzo di malavitosi americani mandati in missione da Al Capone. Leggende metropolitane a parte, oggi la torta caprese è diventata un classico della cucina campana. Il segreto del suo sapore è la tostatura della mandorle: indispensabile, altrimenti il gusto ricorderebbe quello del marzapane. E poi nell’abbondante cioccolato, perché il composto deve risultare scurissimo e dal sapore deciso di fondente amaro. Se volete una torta di formato più piccolo, dimezzate le dosi e usate uno stampo a cerniera da 18 cm di diametro. Numerose sono anche le varianti di gusto della torta caprese, da quelle aromatizzate alla vaniglia o alla cannella all’altra, assolutamente deliziosa, con cioccolato bianco e limone. Ma questa è un’altra storia e un’altra torta…

Per 10-12 persone

300 g di cioccolato fondente al 70- 75% di cacao

200 g di burro

200 g di farina di mandorle

200 g di zucchero

6 uova

1 cucchiaio di cacao amaro

succo di limone

zucchero a velo

sale

Tostate la farina di mandorle in un’ampia padella antiaderente, mescolando in continuazione, finché sarà leggermente dorata, poi lasciatela raffreddare. Intanto, spezzettate il cioccolato in una ciotola, unite il burro a pezzetti e fondeteli a bagnomaria oppure nel forno a microonde.

Montate i tuorli con lo zucchero e un pizzico di sale finché saranno gonfi e spumosi, poi aggiungete il cioccolato fuso con il burro tiepido, versandolo a filo.

Montate a neve gli albumi con 3-4 gocce di succo di limone e incorporateli al composto poco per volta, a cucchiaiate, mescolando delicatamente con movimenti dal basso verso l’alto. Infine unite il cacao amaro setacciato e la polvere di mandorle a pioggia, in 2-3 volte, sempre mescolando con delicatezza.

Versate il composto in uno stampo a cerniera da 26 cm di diametro, foderato con un foglio di carta da forno bagnato e strizzato (oppure imburrato e spolverizzato con cacao) e cuocete la torta caprese in forno già caldo a 180 °C per circa 1 ora.

Sfornatela e lasciatela raffreddare completamente, ma ricordate che sarà migliore se gustata il giorno dopo. Servite la torta caprese spolverizzata con zucchero a velo.

(immagine:breadcakesandale.wordpress.com)

Banana bread al cioccolato

Ecco a la versione al cioccolato di una delle torte più note della cucina americana: il Banana Bread accostato al cacao diventa un dolce assolutamente irresistibile, per grandi e piccoli. 

Grande classico della tradizionale cucina di casa statunitense, il Banana Bread è stato inventato negli anni ’30, quando questi frutti diventarono un prodotto di consumo molto comune nelle famiglie e contemporaneamente arrivò sul mercato il baking powder, il lievito istantaneo per dolci. La necessità di riciclare le banane troppo mature e la facilità di preparazione hanno così dato vita a questa deliziosa specialità, da lì in poi diventata popolarissima: molti ricettari dell’epoca riportano già la ricetta che è stata poi nel tempo declinata in numerosissime varianti. Per servirla si può anche decorarla con glassa alla vaniglia o semplicemente spolverizzarla con zucchero a velo. Lo stesso impasto può essere suddiviso in 16 pirottini di silicone per mini muffins. Una curiosità: il National Banana Bread day nel Usa si festeggia il 23 di febbraio. 

Per 8 persone

3 banane ben mature (circa 260-280 g di polpa)

200 g di farina 00 

20 g di cacao amaro

150 g di burro  

150 g di zucchero di canna scuro 

100 g di cioccolato fondente al 75% di cacao 

3 uova 

8 g di lievito vanigliato

3 cucchiai di rum  

1 cucchiaino di cannella (facoltativo)

sale

zucchero a velo o 60 g di gocce di cioccolato per decorare

Spezzettate il cioccolato e fondetelo con il burro a bagnomaria o al microonde. Sbucciate le banane e schiacciatele con la forchetta. Setacciate la farina con il cacao e il lievito. 

Montate in una ciotola le uova con lo zucchero e 2 pizzichi di sale fino a ottenere un composto gonfio e spumoso. Unite il burro fuso con il cioccolato intiepidito e incorporate a pioggia la farina preparata in 2-3 volte. Aggiungete la polpa di banane schiacciate e il liquore, quindi mescolate bene. 

Versate il composto in uno stampo da plumcake, unto e spolverizzato di cacao oppure foderato con carta da forno bagnata e strizzata, e cuocete la torta in forno già caldo a 160 °C per circa 55-60 minuti. 

Lasciate intiepidire il Banana bread al cioccolato, poi disponetevi sopra le gocce di  cioccolato, se le usate, in modo che si fissino con il calore. Fate riposare il cake per almeno 6 ore (la torta sarà migliore il giorno dopo) e servitelo, a piacere, spolverizzato con zucchero a velo.  Se usate invece gli stampini per muffins, cuoceteli per circa 25-30 minuti. 

Cerca un Uovo Amico!

Per Pasqua torna la campagna solidale Cerco Un Uovo Amico! Per sostenere la ricerca scientifica STOP al Neuroblastoma con le uova di Pasqua del “Bambino con l’imbuto”. Un aiuto concreto per dare una speranza a tanti piccoli pazienti

 

A Pasqua basta un uovo di cioccolato per aiutare la ricerca scientifica a guarire tanti bambini malati di neuroblastoma e sconfiggere un giorno tutti i Tumori solidi pediatrici. Grazie alla campagna solidale Cerco un Uovo Amico! tutti possono sostenere l’Associazione italiana per la lotta al Neuroblastoma Onlus, quella del “Bambino con l’imbuto”, che da 25 anni dice stop a una malattia terribile, prima causa di morte in età prescolare, dopo le leucemie. Questo tumore maligno, subdolo e aggressivo, spesso non viene riconosciuto dai primi sintomi, simili a quelli di una semplice influenza, e quando si giunge alla diagnosi si presenta in fase già avanzata con metastasi allo scheletro e al midollo.

Per questo, scegliere le uova di Pasqua solidali è un doppio regalo per grandi e piccini. Al cioccolato al latte oppure fondente, le uova sono preparate con l’ottimo cioccolato Barry Callebaut, di qualità superiore alla media, solo con burro di cacao e senza altri grassi vegetali, senza ogm e, dal momento che è senza glutine, è adatto anche ai celiaci. I genitori aiuteranno l’Associazione e regalando un “uovo amico” renderanno migliore la Pasqua e offriranno una speranza in più di vita ai piccoli pazienti.

L’Associazione presieduta da Sara Costa, che ha il prezioso appoggio e l’aiuto di tutti i suoi sostenitori, ha donato oltre 20 milioni di euro ai ricercatori dell’Istituto Gaslini di Genova e dei centri di eccellenza nazionali, che stanno lavorando al “Progetto Clinico – Traslazionale Italiano per il Neuroblastoma”, volto a individuare cure innovative ed efficaci, sperimentare nuovi farmaci e terapie sempre più personalizzate, adatte a curare i bambini che non rispondono alle terapie tradizionali.

La campagna “Cerco un Uovo Amico” è attiva in tutta Italia, e per la sua importanza sostenuta da molte istituzioni e si svolge con il patrocinio del Ministero dell’Interno, Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Assoarma, Associazione Nazionale Carabinieri, Associazione Nazionale Alpini, Associazione Nazionale Comuni Italiani, Associazione Professionale Polizia Locale d’Italia, Federazione Italiana Medici Pediatri.

Scegliere le uova di cioccolato “Cerco un Uovo Amico!” significa contribuire al sogno di guarire tutti i bambini ammalati di cancro. Le uova si possono prenotare in Associazione, telefonando al numero 010/9868319 o scrivendo a pasqua@neuroblastoma.org, si possono richiedere direttamente on-line sul sito www.neuroblastoma.org o trovare negli stand allestiti nelle piazze di varie città italiane.

L’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma Onlus è un ente senza scopo di lucro nato nel 1993 presso l’Istituto G. Gaslini di Genova per volontà di ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­genitori e oncologi, con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica sul Neuroblastoma e, in seguito, sui Tumori solidi pediatrici. Oggi conta circa 120 mila sostenitori ed è attiva su tutto il territorio nazionale. Nei 25 anni di ­­­­­­­­­­­­­­­­attività ha destinato oltre 20 milioni di euro alla ricerca scientifica.