Polpette di melanzane alla menta

Irresistibilmente golose, le polpette di melanzane alla menta hanno un successo strepitoso in tavola, come antipasto o come secondo vegetariano, accompagnate da verdure e da salsine. 

Facili da preparare, richiedono solo un po’ di tempo per la lunga cottura in forno. Se possibile, preparate in anticipo alla sera prima il composto di melanzane e lasciatelo riposare in frigorifero fino al momento di formare le palline e di friggerle: i sapori si amalgameranno meglio e le polpette saranno ancora più buone. Potete naturalmente variare gli ingredienti, grana o parmigiano al posto del pecorino, prezzemolo, basilico o paprika invece di cumino o noce moscata. Servitele con salsa di sesamo (tahina), pesto di erbe aromatiche, coulis di pomodoro crudo. 

per 4 persone

2 melanzane violette (circa 600 g)

100 g di pecorino grattugiato 

100 g di pangrattato 

1 uovo 

1 ciuffo di menta  

1 spicchio d’aglio piccolo

noce moscata o cumino in polvere

farina 00

olio di semi di arachidi 

sale e pepe 

Bucherellate le melanzane con uno spiedino, disponetele sulla placca, foderata con un foglio di carta da forno bagnato e strizzato, e cuocetele in forno già caldo a 180 °C per circa 1 ora e 30 minuti, girandole spesso, poi spegnete e lasciatele raffreddare in forno. 

Dividete a metà le melanzane, ricavate la polpa con un cucchiaio e mettetela a perdere acqua in un colino per almeno 1 ora.

Frullate la polpa con lo spicchio d’aglio, trasferitela in una ciotola, poi incorporate l’uovo, il formaggio, il pangrattato, sale, pepe, cumino o noce moscata e infine la menta tritata, unendo ancora un po’ di formaggio o pangrattato se il composto risulta troppo morbido. 

Con le mani inumidite, formate tante polpettine grandi come noci, passatele nella farina, scuotendole per eliminare l’eccesso, e friggetele in abbondate olio ben caldo per 5-6 minuti, poche per volta, girandole a metà cottura, finché saranno dorate in modo uniforme. Scolatele su carta assorbente da cucina, spolverizzatele con un pizzico di sale e servitele subito. 

(immagine: https://www.solo.be/fr )

https://www.solo.be/fr

Futuro vegetariano

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Una tavola rotonda per discutere sul futuro dell’alimentazione, promossa da The Vegetarian Chance, l’associazione fondata dallo chef Pietro Leeman e dal giornalista Gabriele Eschenazi. Il 3 Marzo alle 18 a Palazzo Isimbardi a Milano.

 

L’alimentazione del futuro sarà sempre più vegetariana. Una scelta dettata da molte ragioni, ambientali, salutistiche ed etiche, e che è ormai diventata un vero e proprio stile di vita. L’incontro promosso da The Vegetarian Chance nasce con il proposito di stimolare il dibattito intorno a questi temi, anche in vista dell’ormai imminente Expo 2015 a Milano. Alla tavola rotonda, moderata da Gabriele Eschenazi, parteciperanno medici, esperti e lo chef Pietro Leeman.

Biologo di impostazione sistemica, specializzato in Igiene ed ecologia ambientale, la cui attività abbraccia attualmente tutti livelli di organizzazione biologica nel contesto dei quali è possibile verificare un’interazione tra organismo e ambiente, il prof. Carlo Modonesi si occupa oggi di ecologia umana alla luce delle sue implicazioni per la salute pubblica. Il suo intervento tratterà di come si organizzano le reti alimentari negli ecosistemi naturali, per mostrare i rendimenti materiali e energetici e poi confrontarli con quelli dell’alimentazione umana a base di carne. Inoltre parlerà del rischio di esposizione ai contaminanti ambientali connesso con il consumo di cibi di origine animale, per rendere chiara la convenienza ambientale di un’alimentazione vegetariana.

Il prof. Leonardo Pinelli, pediatra, diabetologo ed esperto in nutrizione, utilizza la nutrizione vegetariana come strumento insostituibile per la promozione e il mantenimento dello stato di salute e per la cura di tutte le malattie, ricorrendo ai farmaci solamente nei casi più complessi. Il suo intervento sarà dedicato a spiegare l’adeguatezza della alimentazione vegetariana e il crollo del livello di salute nella popolazione italiana dal 2004 al 2012, identificando la causa di questa perdita di salute nella catena alimentare: veleni, vegetali, accumulo nel grasso animale e poi in quello umano, infiammazione cronica che rappresenta la causa principale delle malattie più importanti.

All’incontro partecipa anche la prof. Monica Oldani, psicobiologa che svolge attività scientifica di ricerca e didattica nei settori dell’etologia animale e umana, dell’etica animale e della zooantropologia e si occupa delle scienze del rapporto uomo-animali. Il suo intervento si soffermerà sulla scelta dettata dal pensiero animalista, a lei vicino per competenza professionale e orientamento personale, ed esporrà alcuni dei contenuti teorici (etica animale) e dei risvolti applicativi (animal welfare) dei problemi morali propri dell’ambito zootecnico e affronterà la dimensione pragmatica della questione con accenni ai principali strumenti legislativi di protezione degli animali da reddito.

Carlo Modonesi e  Leonardo Pinelli fanno parte di ISDE Italia (International Society Doctors for the Environment)

Il 3 marzo alle 18 a Palazzo Isimbardi, in corso Monforte, 35 a Milano.

 

The vegetarian chance: scelta di vita

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The vegetarian chance: una cena di gala il 7 giugno al Monte Verità vicino ad Ascona, in Svizzera e un concorso fra chef il 22 giugno al ristorante Joia a Milano, per spiegare il valore della cucina vegetariana.

 

Vegetarianesimo. Una scelta di vita sempre più diffusa e condivisa. Una rivoluzione culturale prima ancora che gastronomica, perché la cucina vegetariana e quella vegana stanno conoscendo oggi un vero e proprio boom: per la sempre crescente consapevolezza dell’emergenza ambientale, la ricerca di uno stile di vita più sano e salutare, per una scelta etica contro la crudeltà.

Per iniziativa dello chef Pietro Leemann e del giornalista Gabriele Eschenazi, nasce “The vegetarian chance”, un’associazione che si propone soprattutto di promuovere iniziative sul mondo vegetariano e vegano, per stimolare non solo la gola, ma per creare un salutare dibattito sui temi dell’alimentazione, della salvaguardia dell’ambiente e del benessere psicofisico, tutti elementi indissolubilmente legati tra loro.

Hanno aderito a The Vegetarian chance noti esponenti della scena gastronomica italiana e internazionale. Primo tra tutti il maestro Gualtiero Marchesi. E poi Marco Ferrini, Davide Paolini, Marco Bianchi, Cinzia Scaffidi, Luca Sacchi.

La sera del 7 giugno al Monte Verità di Ascona è in programma una cena di gala molto speciale a cura di Pietro Leemann e la sua brigata in collaborazione col servizio del ristorante Monte Verità. Il concorso di cucina internazionale invece è il cuore dell’iniziativa. Gli chef selezionati sono nomi noti dell’alta ristorazione e hanno una particolare inclinazione verso la cucina che fa dei vegetali uno stile gastronomico. Parteciperanno a The Vegetarian Chance: Carla Aradelli, Mario Gagliardi, Femke van den Heuvel, Antonia Klugmann, Alberto Quadrio, Anders Ramsay, Matteo Rizzo, Daniela Cicioni.

Le abitudini alimentari dovranno diventare più consapevoli per far sì che consumatori e cuochi si avvicinino alla cucina vegetariana non come un’idea stravagante, ma per dare una risposta alle sfide del futuro. Mangiare vegetariano, però, può e deve significare anche mangiar bene, soddisfare i sensi. Da qui l’importanza degli chef e delle iniziative di The Vegetarian chance.

The vegetarian chance. Presidente: Pietro Leemann Direzione e ufficio stampa: Gabriele Eschenazi tel +393779835207 Indirizzo: Paese 6678 Giumaglio Ticino Svizzera – email: thevegetarianchance@gmail.com

 

Tagliatelle al ragù di soia

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Sono la versione salutista di una grande ricetta emiliana di tradizione: le tagliatelle al ragù di soia sono perfette per i vegetariani

 

Ma non solo, perché questo sugo è un condimento gustoso a prescindere: si presta per essere impiegato in tutte le preparazioni in cui si usa comunemente il ragù, come lasagne e cannelloni, ma è ottimo anche su crostini e bruschette di pane caldo serviti come antipasto, oppure può accompagnare un tagliere di polenta fumante. Se possibile, utilizzate tutti ingredienti biologici o integrali e, per chi è intollerante, preparate le tagliatelle al ragù anche con pasta senza glutine.

 

Per 4 persone

320 g di tagliatelle secche biologiche o senza glutine

150 g di granulare di soia bio

2 cipolle dorate + 2 carote + 2 coste di sedano

1 foglia di alloro + 1 spicchio d’aglio

brodo vegetale

1 dl di vino bianco

300 g di polpa di pomodoro

qualche foglia di basilico

olio extravergine di oliva

sale e pepe

 

1. Mettete in una ciotola il granulare di soia, copritelo a filo con il brodo vegetale caldo e lasciate reidratare per almeno mezz’ora o finché si sarà gonfiato bene. Intanto, spellate le cipolle, raschiate e spuntate le carote, eliminate le foglie e i filamenti del sedano, spellate lo spicchio d’aglio. Tagliate le verdure a pezzetti, radunateli sul tagliere e tritateli non troppo finemente con la mezzaluna o il coltello.

2. Trasferite le verdure preparate in una casseruola con la foglia di alloro e fatele appassire a fiamma bassa con 2-3 cucchiai d’olio per una decina di minuti, mescolando spesso. Unite al soffritto il granulare di soia strizzato, fatetelo insaporire per 4-5 minuti, poi irroratelo con il vino, alzate la fiamma e lasciate evaporare. Aggiungete la polpa di pomodoro e proseguite la cottura con la pentola semicoperta, a fuoco molto basso, per circa 50 minuti, mescolando di tanto in tanto e unendo, se serve, poco brodo vegetale. Regolate di sale e pepe.

3. Portate a ebollizione abbondante acqua in una pentola, salatela e immergete le tagliatelle; mescolate e cuocete per il tempo indicato sulla confezione. Sgocciolatele, trasferitele nella casseruola con il ragù ben caldo, mescolate poi suddividete le tagliatelle al ragù nei piatti, irrorate con un filo d’olio e le foglie di basilico tritato e servite.

 

 

(immagine:relishingit.com)

Paté vegetariano di lenticchie alle noci

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Il paté vegetariano è delizioso da spalmare su crostoni per offrirlo con l’aperitivo che introduce un pranzo di festa.

Il paté vegetariano è anche un’ottima soluzione per chi non ama il fegato, non deve mangiare burro oppure è vegetariano. Questa ricetta è davvero squisita e si presta a molte varianti: potete realizzarla con ceci, fagioli cannellini o altri legumi ancora e usare nocciole o mandorle al posto delle noci.

Per 6 persone

200 g di lenticchie verdi piccole, meglio se di Castelluccio

1 cipolla dorata piccola

1 rametto di salvia

100 g di gherigli di noci

triplo concentrato di pomodoro

2 rametti di timo

vino rosso

aceto di vino rosso

1/2 spicchio d’aglio

zucchero

olio extravergine di oliva

sale e pepe

Spellate la cipolla, tritatela e fatela appassire in una casseruola con le foglie del rametto di salvia, 3 cucchiai d’olio e 2 di acqua a fiamma bassa per 3-4 minuti, mescolando di tanto in tanto.

Unite le lenticchie ben sciacquate, mescolate, poi versate 600-700 ml di acqua bollente, 1 cucchiaio e 1/2 di triplo concentrato di pomodoro e proseguite la cottura semicoperta per circa 1 ora, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo ancora poca acqua calda se il fondo dovesse asciugarsi, ma senza aggiungere sale che farebbe indurire i legumi.

Lasciate raffreddare, eliminate le foglie di salvia e versate le lenticchie nel recipiente del mixer, poi unite i gherigli, 3 cucchiai di vino rosso e 1 di aceto, 1/2 cucchiaino da caffè di zucchero, le foglioline dei rametti di timo,  1/2 spicchio d’aglio spellato (se vi piace il gusto forte usatelo intero), sale e pepe, un filo d’olio e frullate fino a ottenere una crema omogenea.

Regolate di sale e pepe, poi suddividete il paté vegetariano in ciotoline, coprite con pellicola e fate riposare per almeno 2-3 ore in frigo prima di servire.

(immagine:vegangoodthings.blogspot.com)